Questo dittico appartiene alla serie “ Oltre il metodo “ caratterizzata da creazioni di ampie dimensioni tali da potersi definire monumentali, questa scelta è dettata dall'esigenza di voler rappresentare la suggestione e l'emozione che si prova nel momento della scoperta, del ritrovamento dell'antico rimasto celato per decenni in alcuni casi anche per secoli sotto vecchie pitture, strati di scialbo e varie tinteggiature volute da mode del momento nate per rinnegare il nostro passato e tutto ciò che lo celebrava con fasto e stile.
Il “ non finito “ di Michelangelo diventa “ il non finito “ del ritrovamento lasciando intravedere e coesistere passato e presente nella stessa opera.
L'interpretazione del lavoro di recupero viene resa dall'artista con gesti energici, dinami dirompenti utilizzando strumenti incisivi per l'asportazione degli strati come bisturi e spatole .