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alessia mangiapane

Femme

Né en: roma (Italy) , le 22 août 1976.

Vivant actuellement à: roma (Italy).

Activité: Peinture; Sculpture;

Chi sono e cosa faccio nella  vita

Alessia Mangiapane, romana, mamma di due bambini, ingegnere chimico, con una gran passione per l’arte, il design e la creatività[1].

Lavoro in una società di ingegneria e contemporaneamente realizzo installazioni e gioielli in rame, alluminio, ottone e fil di ferro.

 Le mie realizzazioni

Le mie realizzazioni sono tutte dettate dall’ispirazione del momento, ma il filo conduttore è quasi sempre la donna. Le installazioni sono interamente realizzate a mano, con l’ausilio di piccoli arnesi e grande immaginazione. I materiali utilizzati sono sottili fili di lega arricchiti con accessori di uso comune, supportati su pannelli o direttamente su parete. Alcune delle figure realizzate ritraggono la donna nelle tante sfaccettature della sua quotidianeità: da una silhouette di ballerina, a quella di una snob radical chic che porta a spasso il suo cagnolino in cappotto, a quella di un’esile figura femminile avvolta in un boa di piume di struzzo coordinato con occhiali da sole e rossetto sulle labbra, a quella di una donna stile anni ’20 con il cappellino di fiori e veletta. Le figure sono tutte di dimensioni reali (es. Figure intere H1.60m;  profili H0.50m).

 I miei progetti

-           Palazzo della Triennale, Milano (22/06 – 31/07 – 2016)

L’ESSENZIALE È INVISIBILE AGLI OCCHI[2]

Ho avuto l’occasione di esporre le mie installazioni nel corso della XXI Triennale Esposizione Internazionale, a Milano. I miei progetti sono stati selezionati nell’ambito di una Call Over 35, cui ho partecipato proponendo alcune delle mie realizzazioni. La mia mostra  ha portato il titolo: «L’essenziale è Invisibile agli Occhi».

La scelta di questo titolo è nata dal fatto che, essendo le mie realizzazioni stilizzate, potrebbe non essere sufficiente osservarle solo con gli occhi, ma occorre metterci anche il cuore per poter leggere e cogliere tutta la magia che esse racchiudono. La vera magia sta proprio nel fatto che ognuno, con il proprio cuore, vede ciò che sente e legge l’essenziale che non è visibile con i soli occhi.

Nell’ambito di tale esposizione ho selezionato e proposto sei installazioni affisse a parete (spazio a mia disposizione: L3m x H2.80m) seguendo un filo conduttore centrato sulla donna e l’amore.

 

-          Spazio MatEr LoftGallery, Roma (09/03 – 19/03 – 2017)

 LEGGERA DENTRO. DENTRO[3]

In questa mostra installazione, dal titolo “Leggera dentro. Dentro”, si è indagato con brio e grande estro sul passaggio generazionale che ci sta portando verso il terzo millennio in una realtà in continua evoluzione ed in relazione al suo Essere in questa società. Tanti ruoli in un solo nome di Compagna, Madre, Professionista al ritmo di Roma, una metropoli in cui ogni minuto ha il ritmo di una vertigine, eppure rimanere “Leggera Dentro. Dentro.” La particolarità delle installazioni, oltre alla ricerca e allo stile, è stata l’inclusione del punto vista maschile, discreto e pungente. Ogni opera è stata infatti accompagnata da una frase di selezionati autori che hanno raccontato la Donna; in questa personale l’Omaggio è andato ad Alberto Moravia, a cui è stato impunemente dato del maschilista per decenni.

Da questa personale esce fuori il ritratto di una Donna che supera le crisi personali di Casa di Bambola e si confronta con un mondo veloce ed in divenire, dove violenza, valore, affetto, dolore, responsabilità, diritto, si alternano senza regole.

La tecnica di realizzazione è sempre quella della lavorazione del fil di ferro, del rame e dell’alluminio con semplici arnesi, per forgiare le figure femminili arricchite da accessori semplici ma ricercati. Come cita la recensione a cura del giornalista Maurizio Bonanni de L’Opinione[4]  - L’artista [..]opera “seguendo le righe”, ovvero profilando il suo senso della vita attraverso fili sottili di rame e metalli teneri, per dettare i contorni da puntasecca delle sue figurine femminili. L’inviluppo delle curve segue un progetto materico che ha come suo limite dichiarato proprio l’immaterialità. Perché i filamenti hanno il vuoto dentro: non contengono volumi ma spazi rigorosamente a due dimensioni. Non hanno voce ma fanno pensare. Contornano ma non saturano, lasciando la composizione eterea, libera come l’aria che li attraversa. -

 

-          WORK in PROGRESS

Al momento sto lavorando anche sulla realizzazione di tecniche miste, che prevedono l’applicazione di fili di rame su disegni fatti con pennarello nero acrilico su tela bianca. Con il pennarello realizzo delle silhouettes a tema che vengono corredate e completate con oggetti stilizzati realizzati con il filo e fogli di rame.

 

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