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Fabrizio Sorrentino

Homme

Né en: Roma (Italy) , le 26 décembre 1980.

Vivant actuellement à: Albano Laziale (Italy).

Activité:

Sono nato a Roma nel 1980 e la scultura è il mio linguaggio da sempre. La mia grammatica si è formata tra il rigore e la polvere dell’Accademia di Belle Arti di Roma, dove mi sono diplomato nel 2004. Ma la mia vera iniziazione è avvenuta nel silenzio dello studio, nei sette anni passati come assistente del Professor Bruno Liberatore.

Lavorare al fianco di un maestro della scultura monumentale mi ha trasmesso il senso profondo della disciplina e il peso reale della materia. Lì ho imparato a dominare lo spazio e a comprendere le regole della scultura come un corpo a corpo fisico. Questa padronanza non è stata un traguardo, ma la base necessaria per poter, oggi, innestare il mio gesto sulla matrice algoritmica con la consapevolezza di chi conosce il valore del monumento e la densità del vuoto.

Dalla necessità di superare la staticità del già visto è nato il mio periodo di “Crisi-scelta”. Sono entrato nel territorio della fabbricazione digitale con l’attitudine del sabotatore, non del tecnico. Ho abitato un limbo fatto di realtà mista e sperimentazioni materiche, tappe necessarie per esaurire ogni possibilità di simulazione. In questa fase, il digitale ha smesso di essere un fine ed è diventato un limite da varcare: un corpo estraneo che attendeva di essere umanizzato.

Oggi, la mia ricerca si compie nella Trans-materia. Utilizzo il polimero organico non come un surrogato, ma come una sostanza sintetica capace di farsi ponte tra l’astrazione del codice e la concretezza del mondo.

Nel mio processo, la matrice algoritmica rappresenta il corpo dell’opera: una struttura data, predefinita, intrinsecamente finita. Il mio intervento manuale, attraverso la manipolazione termica e l’innesto plastico, ne diventa l’anima: quell’eccedenza di potenziale infinito che interrompe la perfezione seriale del calcolo. Scelgo la ferita, l’attrito e l’errore per restituire all’immagine un corpo unico e irripetibile. Ogni mia scultura è il residuo solido di questa lotta; è la precipitazione di un pensiero che ha accettato il rischio di farsi carne.

 

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