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Alex Papavassiliou

男性

 に生まれました Milano (Italy) で 25 十二月 1961.

現在 に住んでいます。 Milano (Italy).

アクティビティ:

Alex Papavassiliou nasce a Milano e cresce in un ambiente profondamente permeato dall’arte. Figlio del pittore surrealista Petros Papavassiliou, entra fin da giovane in contatto con il linguaggio dell’immagine come spazio simbolico e mentale, maturando una sensibilità che lo porterà a concepire l’arte non come semplice rappresentazione, ma come forma di conoscenza. In aggiunta alla formazione tecnica come ingegnere elettronico, intraprende un percorso artistico in cui il pensiero teorico si fonde con la pratica pittorica. Questa duplice matrice orienta progressivamente la sua ricerca verso la semiotica, intesa come strumento per comprendere i segni ed i processi di significazione nella contemporaneità. Da questa riflessione nasce il progetto “Semiotic Turn”, nucleo centrale della sua produzione: un ciclo di opere che esplora la comunicazione umana nell’epoca post-digitale, attraverso strutture simboliche, stratificazioni visive, disintermediazioni digitali e rimandi filosofici. Le sue tele non si offrono come immagini da contemplare, ma come campi di senso da attraversare: sollecitano uno sguardo attivo, chiamato a decifrare e interrogare i significati. In questo spazio pittorico, l’osservatore è coinvolto nel completamento dell’opera come coautore, in un dialogo aperto tra passato, presente e futuro, attraverso strutture visive che richiamano il pensiero di Saussure, Peirce, Greimas, Barthes, Latour e di Umberto Eco, in particolare la sua idea di “opera aperta”.

Le mie opere nascono dall’incontro tra materia, segno ed emozione. Utilizzo tecniche e materiali diversi – olio su tela, legno, plastica, vetro e ceramica, xilografia, litografia, fino al Texture Printing su materiali ricavati da pneumatici riciclati – perché ogni supporto possiede una propria memoria e una propria potenza comunicativa da liberare. Il mio lavoro è profondamente ispirato alla semiotica, lo studio dei segni, che ha trasformato il nostro modo di comprendere la comunicazione umana. Per me, linee e colori non servono fissare un significato, ma a far emergere il significante, cioè la componente più rilevante e più intima del processo di conoscenza, che viene generata dall’apporto dei sensi e dell’emozione. Credo che, in quest’ottica, l’opera d’arte contemporanea non possa più essere un oggetto chiuso, portatore di un senso già stabilito, ma che debba essere aperta, come un organismo dinamico che si completa ad ogni incontro: ogni osservatore è chiamato a partecipare, a completare l’opera stessa con il proprio sguardo, la propria sensibilità, la propria esperienza. In questo spazio condiviso, l’arte diventa relazione. 
Il ciclo Semiotic Turn nasce da questa visione ed è dedicato ai grandi pensatori della “svolta semiotica” – da Saussure a Greimas, da Peirce a Barthes, da Latour a Umberto Eco – e in particolare alla sua idea di opera aperta, in cui il significato non è unico, ma plurale, in un continuo divenire, non in modo casuale, bensì sviluppato nell’ambito delineato dalla struttura dell’opera stessa. Questi lavori intendono stimolare lo sguardo semiotico, uno sguardo capace di leggere i segni simultaneamente nelle tre dimensioni del tempo: presente, passato e futuro. I segni, infatti, non esistono solo in un istante, ma rinviano sempre a ciò che è stato e a ciò che potrà essere, creando continuità e trasformazione. Integrando la Semiotica nel campo dell’arte pittorica contemporanea, desidero riposizionare la narrazione che circonda i simboli culturali ed esistenziali, espansa dalle più recenti forme di comunicazione, invitando a riflettere sulle connessioni intime e sulle esperienze collettive che ci uniscono favorendo l’evoluzione della nostra specie. Il mio lavoro è un invito all’apertura all’Altro, a riconnettersi sia con il proprio mondo interiore, sia a riconoscere il valore profondo delle relazioni e della comunicazione.
 
 
MOSTRE PERSONALI
Nel dicembre 1972 le “Figure metamorfiche” vengono esposte in una personale presso la Galleria San Barnaba di Milano (1972), con prefazione al catalogo della mostra del critico Antonino De Bono (che si definirà suo mèntore) e di Giuseppe Consoli Guardo (Direttore nella Sovraintendenza ai Monumenti della Lombardia e alle Gallerie di Milano). Nel dicembre 2021 espone la raccolta “Pittura semiotica” a Casalpusterlengo presso uno spazio privato, costituita da dipinti olio su tela e su legno realizzati tra il 2019 e il 2020. Nel giugno 2022 inaugura, presso l’edificio di origine quattrocentesca Kà ‘d-Mezanis (Spazio Espositivo KDM Rueglio – Città Metropolitana di Torino) la collezione di venti opere del ciclo “Semiotic Turn” tra il 2021 e il 2022, dedicate al nuovo modo di vedere l’esistenza umana svelato dalla Semiotica, lo studio dei segni. Nel maggio e giugno 2023 espone presso il MIMUMO MICROMUSEOMONZA l’opera “Semiotic Crown” in omaggio alla Regina Teodolinda (attualmente esposta presso nell’ambito del complesso della Fondazione Gaiani – Museo Duomo Monza). A giugno 2024 espone presso lo spazio espositivo Monastero di Cairate, quaranta opere inedite fra le quali “Manigunda Semiotica” nell’ambito della rassegna Arte in Monastero – Comune di Cairate. Nell’agosto 2024 espone a Morciano di Leuca la personale “Metabole” con 13 opere nell’ambito della “Rassegna d’Arte Archè presso gli spazi espositivi del Centro Polivalente. A maggio 2026 espone 10 dipinti nell’ambito di una mostra personale presso CCPM Milano, location inserita nel programma Milano Piano City 2026 con evento inaugurale di presentazione dell’opera “Sinestesia Pittura-Musica – Opera Aperta”, in omaggio a Umberto Eco, effettuato insieme al pianista-compositore Roberto Binetti.
 
MOSTRE COLLETTIVE
Nel 1980 espone delle litografie nell’ambito del corso di incisione al Castello Sforzesco di Milano, tenuto dagli artisti Mauro Reggiani e Luigi Timoncini. A dicembre 2022 espone presso lo spazio espositivo MIA Monza International Art Gallery, nell’ambito della mostra d’arte contemporanea REALTA’, due opere olio su legno “Flat Ontology” e “Gaia” in omaggio al grande sociologo recentemente scomparso Bruno Latour. Nel febbraio 2024 espone presso la fiera d’arte contemporanea Arte Genova 2024, unica nel suo genere, la nuova collezione di opere realizzate con tecnologie digitali NFT-TexturePrint con processi innovativi di recupero di pneumatici, in collaborazione con EMMEVI MV nell’ambito del progetto “trame di memoria sul filo del futuro”.  Nel giugno 2025 espone in anteprima a Zurigo presso ArtBox Zurich 2025 l’opera “Eva Semiotica”. Nell’agosto 2025 espone l’opera “Semiotic Desire” nell’ambito della “Rassegna d’Arte 2025” Archè – Torre Vado e in occasione della Festa del Borgo Antico 2025 di Morciano di Leuca espone quattro opere dedicate al territorio di Santa Maria di Leuca. A dicembre 2025 riceve l’attestato di selezione Art Expo per la partecipazione alla Biennale di Milano 2026, che si è tenuta presso il Palazzo Stampa di Milano nel Marzo 2026, con due opere “Abbraccio Sinestetico in omaggio ad Umberto Eco” ed “Attante Semiotico” in omaggio a Bruno Latour.
 
PUBBLICAZIONI E ARTICOLI
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