Corrente Primordiale

Elisabetta Accoto - Italy

Titolo dell'opera
Corrente Primordiale

Scheda descrittiva

Artista: Elisabetta Accoto
Titolo: Corrente Primordiale
Anno: 2025

Dimensioni: 60x0,2x48cm
Tecnica: PRIMA FASE Micropittura realizzata con micro-elementi organici e inorganici su acetato per diapositiva 24×36 mm, SECONDA FASE uccessivamente fotografata e stampata su lastra di alluminio. Nessun utilizzo di Intelligenza Artificiale.
Supporto finale: Stampa diretta su pannello/lastra di alluminio.
Categoria: Arte contemporanea / Micropittura / Arte ambientale.

Descrizione dell'opera

Corrente Primordiale nasce dall'ingrandimento di una micropittura originale, realizzata su un piccolo supporto trasparente attraverso la sedimentazione di materiali di recupero, microplastiche e residui organici. L'immagine, ottenuta esclusivamente mediante un processo artistico manuale e una successiva digitalizzazione ad alta definizione, conserva integralmente la materia e la gestualità dell'opera originaria, senza alcun intervento di Intelligenza Artificiale. La ricerca dell'artista si fonda infatti sulla trasformazione del reale in visione, mantenendo autentica ogni traccia del processo creativo. L'opera invita a riflettere sulla fragilità degli ecosistemi marini e sul rapporto tra uomo e ambiente. Ciò che normalmente viene considerato scarto viene rigenerato in linguaggio visivo, trasformandosi in memoria della materia e testimonianza della possibilità di una nuova armonia tra natura e creatività.

La stampa su alluminio amplifica la luminosità dell'immagine e restituisce una percezione quasi liquida della superficie, valorizzando ogni dettaglio della micropittura originale e offrendo allo spettatore un'esperienza immersiva, sospesa tra osservazione scientifica e contemplazione poetica.

Corrente Primordiale interpreta il mare come spazio in cui il tempo si sedimenta e la memoria prende forma. La micropittura, realizzata con micro-elementi organici, inorganici e materiali di recupero, trasforma frammenti apparentemente insignificanti in un paesaggio sospeso tra visione scientifica e immaginazione poetica, dove ogni traccia racconta una storia di trasformazione.

La forma fluida che attraversa la composizione richiama una corrente marina, ma anche una rotta, un confine mobile, un percorso di attraversamento. Il mare diventa così archivio della memoria del pianeta: conserva le origini della vita, custodisce le tracce delle civiltà e continua a registrare i movimenti dell'umanità. Ogni corrente trasporta materia, ricordi, culture e destini, rendendo visibile il legame profondo tra migrazione naturale e migrazione umana.

Il tempo dell'opera si manifesta come stratificazione: quello biologico delle cellule e degli organismi microscopici, quello geologico delle sedimentazioni, quello storico delle rotte percorse nei secoli e quello contemporaneo delle migrazioni che ancora oggi attraversano il Mediterraneo. Le microplastiche e i materiali di recupero, sottratti alla loro condizione di scarto, diventano testimonianze del presente e memoria tangibile dell'impronta che l'essere umano lascia sugli ecosistemi.

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