Quest'opera esplora il paradosso del confine attraverso la rappresentazione contrastante tra l'oggetto istituzionale e l'elemento naturale, tra il passaporto italiano e una foglia trasportata dal vento.
Questo documento permette di godere a chi lo possiede, un privilegio di libertà di movimento e spostamento tra confini, diversamente da altri cittadini per cui il viaggio è un atto di sopravvivenza, affidato alla sorte e alla speranza.
La foglia rappresentata diventa il simbolo di leggerezza, come dovrebbe essere il diritto di migrare, ossia un movimento spontaneo e non pesato dal luogo di nascita.