Elisabetta Accoto
Rapsodie di un lavoro incompreso
Fotografia, stampa a plotter su Forex 3 mm, 50 × 70 cm
Descrizione
La fotografia ritrae in primo piano una macchina da cucire con l'ago abbassato su una striscia di carta musicale. Accanto all'ago è appoggiato un cilindro di cartone inciso a mano con segni ancestrali, simili a quelli rupestri. Sulla carta restano le file di punti forati dall'ago, che formano un ritmo simile a una partitura. Il fondo rosso uniforme isola i soggetti e dà all'immagine un tono grafico e deciso.
Contenuto e significato
L'opera accosta due modi di lasciare traccia: i segni incisi sul cilindro e i punti di cucitura sulla carta. Il cucire, di solito legato al lavoro domestico e femminile, diventa qui un atto di scrittura. L'ago funziona da strumento d'incisione e la carta forata da partitura. Il titolo richiama la rapsodia, una forma musicale libera e frammentaria, per raccontare un lavoro femminile spesso ignorato e oscurato da quello maschile. L'opera nasce in riferimento all'8 marzo.